Presentazione del libro "Poemi dal Golfo degli Dèi" di Angelo Tonelli

16/02/2012 17:45
Giovedì 16 febbraio alle ore 17:45 nella sala Consiliare del Comune di Lerici nell’ambito degli incontri della rassegna Fuochi d’inverno dedicati alla valenza interiore del paesaggio, verrà presentata la nuova edizione del volume "Poemi dal Golfo degli Dei/Poems from the... Gulf of the Gods" di Angelo Tonelli. In seguito alcune copie del volumetto saranno fatte circolare in bookcrossing nei luoghi del Golfo, altre affidate al mare o seppellite in punti particolari, come una sorta di g-terma tibetani, a evocare energie sacre, a proteggere il Golfo dal cattivo gusto e dalla barbarie bulimica della economia edilizia contemporanea. Interverrà l’editore Antonio Scollo, e alcune copie, a sorteggio, verranno donate ai presenti. Il libro di poesie di Angelo Tonelli è dedicato al Golfo di La Spezia, che viene universalizzato a simbolo di ogni Golfo Mistico, consacrato da uno sguardo poetico che coglie la bellezza sacra della Natura. Il Golfo è conosciuto come Golfo dei Poeti per essere stato dimora di elezione di tanti artisti del passato, dai Romantici inglesi Byron, Shelley e Mary Shelley, fino a Mario Soldati e Attilio Bertolucci: di Shelley, in particolare, Tonelli propone in apertura del volumetto una sua traduzione dell’ Inno alla bellezza intellettuale, per segnalare la propria continuità con lo spirito del grande inglese. Si tratta di testi di taglio decisamente lirico, scritti tra gli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta a contatto diretto con l’incanto naturale del Golfo e dell’entroterra, che vengono restituiti allo sfondo della mitologia mediterranea, in particolare greca, da cui sgorga la nostra cultura. Con un processo di anamorfosi, i luoghi del Golfo – Fiascherino, Tellaro, Campo di Già, Bellavista, Lerici, Menarola, l’Isola della Stella – diventano epifanie del sacro, di dei e dee senza nome che a loro volta forniscono al sentire poetico uno sguardo consacrante: per altro, l’intuizione della presenza della mitologia ellenica nel Golfo era già stata segnalata in un libretto se non filologicamente rigorosissimo certo carico di una intensa capacità evocativa di Ubaldo Formentini: I divini abitatori del Golfo, che rintraccia per esempio nel culto della Madonna Bianca di Porto Venere (come non pensare a Afrodite?) una eco di quello dedicato a Leukothea, l’Athena marina, dea della schiuma bianca del mare. E altrettanto valga per il culto delle fonti, legato a Okeanós, il fiume che abbracciava tutta la terra nel mito greco.

Tutto questo può costituire il background culturale di un libro che però nasce da una esperienza diretta, mistica, sciamanica, visionaria del paesaggio e del genius loci, e che si inserisce nell’azione mito-ritomodernista della poesia di Angelo Tonelli.

Il Golfo di Spezia e la Liguria di cui fa parte ha una tradizione di legami con la grecità, per il comune e condiviso paesaggio costiero mediterraneo, propizio allo sviluppo di una fantasia lirico-mitopoietica non troppo lontana da quella che fiorì nella cultura greca (se ne trovano tracce evidenti in Mediterraneo di Montale); anche i suoi più illustri frequentatori, Byron, Shelley e Lawrence erano appassionati di grecità, tanto che Byron andò a morire a Mesolonghion in Grecia, e Shelley celebra ampiamente la grecità in particolare nel suo libro Defense of Poetry. In sintesi: nel Golfo ci sono tutti gli indizi di una presenza del mondo antico come componente costitutiva del paesaggio e del genius loci: ovvero dell’anima e della cultura del luogo in cui viviamo.

Dalla premessa alla nuova edizione:

Sono stati anni (quelli intercorsi dalla prima edizione andata esaurita) di sempre crescente impegno civile della mia poesia, che ha assunto i toni dell’invettiva, del rituale collettivo e talora della oratoria e del peana, per combattere la mai inesausta protervia di un potere planetario che alimenta e è alimentato dai demoni dell’ignoranza, dell’avidità e della violenza, sotto l’egida di un diodenaro imperversante anche se ormai smascherato e destinato a esserlo sempre più a opera delle coscienze e delle azioni risvegliate di poeti, pensatori e popoli.

La poesia è luogo della seconda resistenza, contro i campi di concentramento delle anime ammantati di democrazia e prodotto nazionale lordo, proprio in virtù della sua indole di cenerentola dell’editoria e dell’economia che le consentono totale libertà di azione e di denuncia.

Per fortuna a questa emarginazione dal mercato editoriale si associa una crescente diffusione a livello di evento orale e una possibilità di creare movimenti internazionali di poeti attraverso gli strumenti dell’informatica e di internet: ne è splendido esempio World Poetry Movement, il movimento mondiale della poesia che è stato in grado nell’autunno 2011 di realizzare oltre seicento eventi simultanei di poesia per la pace, la libertà, la consapevolezza, la solidarietà tra i popoli e per i più deboli in oltre seicento località del mondo, dall’America all’Europa, dall’Oceania all’Africa e all’Asia.

Ma questo potere rivoluzionario e pacifico della poesia, oltre che nel suo dispiegamento in gesto di denuncia e proposta civile rivolto alla pólis planetaria, dimora anche e forse soprattutto nel suo essere custode di stati di coscienza elevati, in cui il poietés è attraversato dalla voce dell’anima mundi e dal silenzio della contemplazione, e dalla presenza delle impalpabili entità sottili a cui i Greci diedero nome theoí e theaí.

E’ questa la forma e questo il respiro della poesia che vibra nell’essenza del libro, che spero possa contribuire a proteggere il genius loci da cui è stato ispirato dai sempre più barbari e stupidi insulti del cemento e del cattivo gusto.

Nel nome della bellezza e della contemplazione, e dello sguardo poetico che consacra.