Manifesto del Ritomodernismo (novembre 2004)

 
 
L’epoca attuale esige una rivoluzione nella figura del poeta e dell’artista in generale.
Assegno a questa rivoluzione il nome provvisorio di Ritomodernismo.

 

  • Il Ritomodernismo è un addio a tutta la poesia, la poetica e la critica contemporanea, un rinnovamento radicale dell’essere poeta, artista, critico, filosofo. E cittadino nel mondo.

  • Con il riferimento al rito si allude a un modo di essere, a un agire sacrali e a una concezione dell’arte come energia/evento scritto, orale o agito, che totum hominem requirit.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista ricompone il legame con il sacro, e l’arte è rito di riunificazione dell’umano con il divino, evento mistico. Ciò non le impedisce di toccare tutti i tasti dell’esperienza umana, interiore e civile: ma tutto sa ricondurre al mistero che è sorgente di ogni cosa.

  • Il sacro non va confuso con il religioso: definisco sacro il senso dell’Assoluto che dimora alla radice di tutte le cose, anche le più laiche.

  • Il Ritomodernismo si distingue da movimenti affini per una radicalizzazione dell’impegno spirituale e civile, e il rifiuto altrettanto radicale degli equilibrismi e dei compromessi con l’establishment critico-letterario di cui denuncia la inadeguatezza e la deficienza ermeneutica.

  • Il Poeta e l’Artista Ritomodernista testimoniano una possibilità di liberazione dalla trita compagine letteraria contemporanea (nelle sue varie forme: cattolica, marxista, materialista, crepuscolare, filotecnologica, sperimentale eccetera) che compiace – per mancanza di reale coraggio critico e esistenziale, eccessiva inclinazione al compromesso in nome dell’utile – i livelli troppo ordinari della psiche collettiva ed è complice della barbarie e dell’ottenebramento della (in)civiltà dei nostri giorni.

  • Il Ritomodernismo accoglie della tradizione letteraria ciò che consente un equilibrato superamento della letterarietà stessa.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista è anche sciamano sapiente e monaco della verità, ed è disposto a sacrificare tutto pur di affermare la poesia e l’arte come voci di illuminazione, libertà e liberazione spirituale e civile.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista auspica una rivoluzione anche nella critica, perché la formazione del critico – salvo eccezioni più che rare – lo condanna a una deficienza permanente di comprensione spirituale/sapienziale, e dunque gli impedisce di forgiarsi strumenti ermeneutici adatti a comprendere la poesia-sapienza.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista si libera costantemente dalla vanità e dal narcisismo negativo e inferiore, che spingono i poeti e gli artisti in generale a compiacere critici pubblico e ideologie per amore di facili consensi e riconoscimenti che appagano l’ego, a scapito della autenticità della ricerca e della elevatezza del messaggio.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista predilige la poesia che nasce dai livelli più alti e profondi – illuminati – dell’animo umano e ad essi tende a ricondurre il destinatario senza cadere in pesantezze didascaliche. Ritiene energia sprecata la poesia sentimentale, o animica, o intellettuale che non sappia vibrare del mistero che è alla radice delle cose e della poesia stessa: essa è come la Luna senza il Sole, l’amante senza l’amato, il finito senza l’infinito.

  • La Poesia Ritomodernista è alchimia che trasforma continuamente l’esperienza sentimentale-emozionale- intellettuale nel vuoto-luce che ne è fonte transimmanente. E’ contemplazione, catarsi, vaticinio, che trovano adeguata espressione in adeguata forma.

  • L’opera Ritomodernista si offre come riverbero dell’Assoluto.

  • Poesia/sapienza è poesia scritta o orale che racchiude in sé un gesto conoscitivo di alto livello, e nasce dalla stessa dimensione da cui nascono la meditazione, la contemplazione, il vaticinio. Ma rispetto al linguaggio della sapienza la poesia si nutre dell’immaginario più assolutamente libero, in totale estrema libertà ideativa e espressiva: per fare un esempio, Buddha e Breton, Nagarjuna e Neruda, Empedocle e Gozzano, Parmenide e Montale uniti in uno stesso gesto artistico che unifica e trascende.

  • Il Poeta, l’Artista Ritomodernista si collocano nella tradizione poetica-artistica come una avanguardia datata duemilacinquecento anni avanti Cristo e più di duemila dopo.